Omelia del 15 luglio 2018

15^ Domenica del Tempo Ordinario/B – MISSIONARI? SI! – Non c’è dubbio che GESU’ in questa pagina di Vangelo sta parlando ai DODICI e descrive lo stile del missionario che vorrebbe da loro, quasi dando per scontato il contenuto.
Potremo dire che la cosa non ci interessa. Riguarda i preti, i religiosi/e, i missionari di professione. Ma ormai penso sia chiaro a tutti, almeno a tutti noi che ogni domenica ci ritroviamo a Messa, che oggi la missione è da considerare un “affare” che ci riguarda tutti.
E’ chiaro perché lo ha detto il CONCILIO VATICANO II, è chiaro perché il MAGISTERO, di Papi e Vescovi in questi 50 anni ce lo ha costantemente ripetuto. E’ chiaro perché PAPA FRANCESCO, con il suo linguaggio schietto e diretto lo ribadisce ogni giorno.

Allora mettiamoci in ascolto delle indicazioni di GESU’ come di qualcosa che parla a noi, che parla a me. A questo proposito ricordo la domanda che già proponevo domenica scorsa: non dove va il mondo, ma dove vado (e voglio andare) io? Che possiamo in questa domenica tradurre così: Che missionario devo essere? Che missionario sono? E che missionario devo diventare? Con una premessa ovviamente: ma lo voglio diventare davvero? Perché onestamente dobbiamo dircelo (certamente lo pensiamo, ma spesso abbiamo paura di dircelo): è difficile e forse non ci credo nemmeno troppo…

Che sia difficile ce lo ricorda il PROFETA AMOS nella prima lettura, tratta dal suo omonimo libro: NON ERO PROFETA NE’ FIGLIO DI PROFETA; ERO UN MANDRIANO E COLTIVAVO PIANTE DI SICOMORO. IL SIGNORE MI PRESE, MI CHIAMO’ MENTRE SEGUIEVO IL GREGGE!
Che ci riguardi ce lo ricorda SAN PAOLO nella seconda lettura, quando ci ricorda che siamo SCELTI PRIMA DELLA CREAZIONE DEL MONDO… PREDESTINANDOCI A ESSERE PER LUI FIGLI ADOTTIVI MEDIANTE GESU’ CRISTO, SECONDO IL DISEGNO D’AMORE… PER ASCOLTARE LA PAROLA DELLA VERITA’, IL VANGELO… AVERE IN ESSO CREDUTO E RICEVUTO IL SIGILLO DELLO SPIRITO SANTO.
Dunque un compito difficile, ma che ci riguarda. Ma anche un compito che nasce dall’AMORE DI DIO, passa per il VANGELO DI GESU’ e si realizza attraverso lo SPIRITO SANTO.

Cosa dobbiamo fare? E’ la domanda che un giorno anche i discepoli fecero a GESU’… Vediamo le indicazioni del Vangelo di oggi:
1.CHIAMO’ A SE’ I DODICI: ci chiama vicino. Rispondiamo standogli vicino, con la preghiera, la Parola, l’Eucaristia…
2.PRESE A MANDARLI: ci invia verso i fratelli. Ecco un movimento che in noi è arrugginito e va oliato. Cercare fratelli, avvicinare fratelli, muoversi, non stare fermi, rompere il “si è sempre fatto così”…
3.A DUE A DUE: mai da soli. Nessuno ha la verità di Gesù da solo, nessuno è Chiesa da solo. Il Cammino sinodale è tutto qui… l’essere Chiesa è tutto qui (e noi ci siamo?)
4.DAVA LORO POTERE SUGLI SPIRITI IMPURI. C’è il male e il bene, ma il bene è più forte. Gesù propone il bene come più forte e noi dobbiamo crederci (ci crediamo?), e agire (lo facciamo?).
5.NON PRENDERE NULLA (NE’ PANE, NE’ SACCA, NE’ DENARO, NE’ SANDALI, NE’ DUE TUNICHE). Non confidare nei nostri mezzi, non caricarsi di troppe cose (solo una tunica!). Le nostre parrocchie hanno tante strutture che oggi pesano. Dovranno puntare più sulle persone, cioè noi… (ci siamo?).
6.SI PRENDE IL BASTONE. Attenzione è il bastone del viandante, oggi possiamo dire anche del migrante. E’ il segno del movimento, dell’andare, del muoversi. Tentazione: la violenza, l’imposizione, la pretesa di aver ragione, o lo stare fermi. Noi quale bastone vogliamo?
7.ENTRARE NELLE CASE. Tanti chiedono ai preti di continuare, ma noi preti siamo sempre meno. Tutti i cristiani entrino nelle case, nella vita delle persone. E tutti i cristiani aprano la loro casa, perché Gesù bussa. Entriamo? Apriamo? Certo con prudenza e intelligenza. A chiudere si blocca il Vangelo. Noi siamo per aprire o chiudere?

Cosa predicano i missionari? 1.CONVERSIONE, cambio di vita: sempre! 2.SCACCIARE DEMONI, scegliere il bene: sempre! 3.UNGERE CON OLIO GLI INFERMI, attenzione ai poveri nel corpo (olio della carità) e nello spirito (olio dei sacramenti)! 4.MOLTI GUARIVANO, altri no: accettare le sconfitte.

Ci vogliamo provare? Una sola risposta: SI!