Omelia del 10 settembre 2023

23^ Domenica del Tempo Ordinario/A – FRATELLI E SORELLE, SEMPRE! – Se volessimo tracciare un piccolo itinerario di queste ultime domeniche, un possibile percorso potrebbe essere questo: da GESU’ (cf la domanda fatta a Pietro), alla FEDE (cf annuncio Passione) e oggi i FRATELLI.
Se crediamo che GESU’ è il Figlio di Dio, se viviamo di questa FEDE profonda, non possiamo non avere verso i FRATELLI (e le SORELLE) un atteggiamento particolare, di responsabilità che nasce dall’amore, dal prendersi cura, dall’aver comunque attenzione, interesse, tenerezza, non come atteggiamenti facoltativi, ma necessari, inevitabili o, per usare una parola oggi poco amata, obbligatori.
Tutto è riassumibile in: SE IL TUO FRATELLO COMMETTERA’ UNA COLPA CONTRO DI TE, VA’ E AMMONISCILO…
Se in GESU’ riconosciamo un “fratello universale” (come diceva San Charles De Foucauld), non possiamo non riconoscere da un lato un Padre comune e dall’altro una fraternità/sororità con tutti.
È inevitabile, è automatico, è, appunto, obbligatorio!
Se siamo davvero “FRATELLI e SORELLE TUTTI”, se ci crediamo davvero (perché se non ci crediamo, cosa ci stiamo a fare qui?), ovvio che del FRATELLO e della SORELLA, non posso che prendermi cura, soprattutto quando sbaglia (consapevoli che a volte sono io…).
Le domande potrebbero essere due a questo punto:
– Ma chi è il mio FRATELLO/SORELLA?
– Cosa devo fare, come mi devo comportare nei suoi confronti?
La prima domanda riecheggia quella del GIOVANE RICCO che si chiede “chi è il mio prossimo?” e sappiamo che la risposta è chiarissima con la PARABOLA DEL BUON SAMARITANO (Tutti sono prossimi, soprattutto i poveri, ma il problema principale è che noi dobbiamo farci prossimi a tutti!).
La seconda domanda trova nel Vangelo e nelle Letture di oggi la risposta, o per lo meno alcune delle risposte più importanti.

Nella prima lettura – Ezechiele, egregiamente sintetizzato dall’immagine della SENTINELLA, c’è l’invito a prendersi cura, a richiamare il fratello che si comporta male, anche quando quel male lo rende addirittura MALVAGIO. Il PROFETA, noi dovremo dire il CRISTIANO, non può restare indifferente, pena il diventare complice: SE TU AVVERTI IL MALVAGIO DELLA SUA CONDOTTA PERCHE’ SI CONVERTA… avrai fatto il tuo, poi se non si converte sarà responsabilità sua! È un invito pressante e insistente, impegnativo.

Nella seconda lettura – San Paolo ai Romani, ricorda i COMANDAMENTI, a partire da quelli fondamentali in riferimento al rapporto con i FRATELLI: NON COMMETTERAI ADULTERIO (rispettare la vita affettiva), NON UCCIDERAI (rispettare la vita – cf femminicidi), NON RUBERAI (rispettare le cose altrui), NON DESIDERERAI (custodire e trattenere i propri desideri), comandamenti peraltro ben riassumibili nel COMANDO DELL’AMORE AL PROSSIMO.

In fine siamo al Vangelo, con la famosa pagina relativa alla CORREZIONE FRATERNA. Il prenderci cura, il sentire la responsabilità del fratello e sorella con quei 3 gradi di impegno attivo (non di giudizio, compito di altri, anzi dovremo sentire urgente la necessità del non-giudizio, specie sui social!) che propongono una scaletta ideale per custodire i rapporti tra di noi nel solco del Vangelo:
1) TE E LUI SOLO, 2) TE, LUI E DUE O TRE TESTIMONI, 3) TE, LUI E LA COMUNITA’. Per poi concludersi, se ancora non ci fosse conversione, nell’esclusione dalla comunità: SIA COME IL PAGANO E IL PUBBLICANO. Da notare subito, qui, come GESU’ avrà grande e particolare attenzione proprio per i PAGANI e i PUBBLICANI, per cui nemmeno in questa condizione noi possiamo disinteressarci del FRATELLO e della SORELLA.

Cosa dire? È “tanta roba” si dice oggi! È difficile, lo sappiamo sulla nostra pelle probabilmente, sia quando siamo di qua della barriera, sia quando siamo di là. Si, perché nessuno di noi può pensare di non avere mai incontrato un fratello o sorella che ha sbagliato, come pure di essere stato lui a sbagliare…
Per fortuna GESU’ si comporta così con noi… Per fortuna GESU’ ci ha fatto CHIESA, gli uni per gli altri… Per fortuna oggi abbiamo capito che FRATELLO e SORELLA siamo con tutti… Quante guerre, drammi, anche solo problemi evitati… Continuiamo a sperare.