Omelia 26 giugno 2016

XIII TO/C (Seguire Gesù)                                                    26/6/2016

CAMMINARE, RIPARTIRE, LASCIARE, SEGUIRE

In questo ANNO SANTO, anno di PELLEGRINAGGI, risuona particolarmente efficace e attuale questa pagina di Vangelo che sottolinea uno degli aspetti centrali del testo di Luca: IL CAMMINO DI GESU’ VERSO GERUSALEMME.

Anzi qui troviamo quel passaggio cruciale, dove  GESU’ PRESE LA FERMA DECISIONE di mettersi in cammino verso la città santa.

Una decisione che non lo abbandonerà più. E’ interessante una traduzione più letterale che dice così: GESU’ INDURI’ IL SUO VOLTO PER PARTIRE VERSO GERUSALEMME.

E’ una decisone che consapevolmente comprende la certezza di una fine dura e ingloriosa di cui Gesù è appunto consapevole, ma anche la certezza che questo cammino e quella fine sono inevitabili.

E un anticipo gli viene dato ai DISCEPOLI: MANDO’ MESSAGGERI DAVANTI A SE’, che significa nel territorio della SAMARIA (per chi è stato in Terrasanta sa che essa è regione centrale, tra la Galilea, a nord, e la Giudea a sud). I samaritani erano divisi dal culto giudaico e quindi ad esso ostili. E infatti quella “missione” si rivela un fallimento: ESSI NON VOLLERO RICEVERLO e diventa occasione di un insegnamento importante di Gesù che non si tira indietro: non vanno eliminati (noi i problemi tendiamo ad eliminarli più che ad affrontarli: cf immigrati, il Brexit) come vorrebbero i discepoli (bontà loro!): VUOI CHE DICIAMO CHE SCENDA UN FUOCO DAL CIELO… Pensando di poter essere così potenti… e Gesù che SI VOLTO’ E LI RIMPROVERO’ E SI MISERO IN CAMMINO VERSO UN ALTRO VILLAGGIO.

Ecco già due insegnamenti che non dobbiamo dimenticare:

-         vivere e credere sono un “CAMMINO”. Non siamo mai arrivati. Non dobbiamo mia crederci arrivati e pensare di avere tutto sotto controllo. Noi vorremo questo. Non è così. E’ un cammino, un rischio, secondo uno stile di “LIBERTA’” come sottolinea beneS.Paolo (Galati): CRISTO CI HA LIBERATI PER LA LIBERTA

-         Vivere e credere sono segnate dal FALLIMENTO. La nostra vita e la nostra fede non sono buone se vanno sempre bene, se tutti ci danno ragione, se non ci sono mai sconfitte. Anzi. Sono buone se sapremo viverle accettando anche le sconfitte e dopo di esse,confidando in Dio Padre, sapremo ripartire, ovviamente certo accettando con gioia le vittorie, senza pensare di esserne noi gli autori, ma semplici strumenti in mani più grandi.

A questi due primi insegnamenti che dobbiamo tenere sempre presente (ecco allora l’importanza dei “pellegrinaggi”, tra l’altro meglio se fatti a piedi, potendolo fare!: sono occasioni preziose per vivere tutto questo), se ne aggiunge un terzo insegnamentoche emerge dalla seconda parte del Vangelo.

Gesù infatti MENTRE CAMMINAVA PER LA STRADA, incontra delle persone che in modo diverso vengono invitate a SEGUIRLO.

-         vivere e credere sono una SEQUELA. Non sono cioè un cammino al buio, senza meta, senza percorso. Non sono “cambiali in bianco”, o “azioni spazzatura” che, come certe banche, dove Gesù ti obbligherebbe a firmare, rubandoti di nascosto la vita. O no. Gesù gioca alla luce del sole. Ognuno è chiamato e ognuno risponde, a suo modo. Qui troviamo 3 PERSONE senza nome (siamo noi), ognuna chiamata in modo diverso:

o       un TALE si fa avanti lui e Gesù gli prospetta solamente un cammino non facile (IL FIGLIO DELL’UOMO NON SA DOVE POSARE IL CAPO).

o       Un ALTRO è Gesù che dice SEGUIMI, però l’altro è troppo attaccato alla sua vita: LASCIA CHE I MORTI  SEPPELLISCANO I LORO MORTI.

o       Un ALTRO ancora si fa avanti, ma vorrebbe salutare i familiari, richiesta legittima, ma che nasconde un “si” limitato: NESSUNO CHE SI VOLGE INDIETRO E’ ADATTO…

Tre situazioni diverse, tre chiamate diverse, modi diversi di seguire, modi diversi di rispondere. Ma per tutti c’è una chiamata che esige il coraggio di partire e di lasciare, di rinunciare a qualcosa, credendo-sapendo che ci aspetta qualcosa di meglio, anche quando saremo sconfitti. E’ qui la differenza tra il credere e il non credere, il credere vero e il credere falso: se ti fidi e ti fidi perché lasci. Se non lasci nulla allora non ti fidi. Il consacrato la famiglia, lo sposato l’amante, il fidanzato la convivenza… Poi ognuno farà quello che può, patirà le sue sconfitte, farà il suo cammino. Per Gesù tu a cosa hai rinunciato?