Omelia 20 agosto 2017

20^ TO/A                                                                             20/08/2017

DUE POPOLI E UNA SALVEZZA PER TUTTI

E’ chiaro in queste tre letture il tema della fede come DONO PER TUTTI, anche gli stranieri, o chi non appartiene alla nostra comunitàIsaia profetizza l’apertura a TUTTI I POPOLI; anche Paolo mentre parla ai Romani ricorda che DIO È MISERICORDIOSO VERSO TUTTI; in fine Matteo ci racconta l’episodio della Cananea che convince Gesù a compiere il miracolo per lei, una STRANIERA.

Quel Gesù che aveva camminato sulle acque dimostrandosi si superiore ad ogni avversità e ogni male, invitando Pietro e noi con lui alla Fede, oggi ci mostra chequesta chiamata è APERTA A TUTTI.

Potremo però restare sorpresi da una apparente resistenza di Gesù, che sembra quasi costretto a malincuore e di malavoglia a compiere il miracolo per quella DONNA CANANEA.

Anche questo in realtà è stratagemma per proporre insegnamenti per noi e la nostra fedescoprendo in particolare questa speciale apertura a tutti che in esso è come nascosta, ma in realtà profondamente voluta e realizzata dal Signore. Eccone alcuni:

-     Intanto è chiara la volontà di Gesù di uscire dai confini di Israele: PARTITO DI LA’ SI RITIRO’ VERSO LA REGIONE DI TIRO E DI SIDONE (l’attuale Libano per intenderci). Sa bene Gesù di uscire e unito ad altri episodi (pensiamo al Centurione che chiede e ottiene anche lui un miracolo per la figlia, o all’altro Centurione che sotto la croce lo riconosce quale Figlio di Dio, o all’indemoniato liberato nella Decapoli, altro territorio straniero), ne ricaviamo la certezza dellavolontà di portare i suoi benefici a tutti gli uomini, senza contare l’invio finale da Risorto a fare “discepole tutte le genti insegnando e battezzando“. Dunque anche a noi spetta di non chiudere, anzi di sforzarci continuamente di “aprire” la chiesa, di annunciare a tutti il Vangelo, di essere testimoni e portavoce a 360′ circa la nostra fede.

-     C’è poi quella che potremo chiamare “legge dell’incarnazione”, che ci spiega l’apparente chiusura di Gesù, il suo NON SONO STATO MANDATO SE NON ALLE PECORE PERDUTE DELLA CASA D’ISRAELE. Gesù ci mostra un volto e una volontà di Dio che certo vogliono il bene per tutti, ma lo realizzano dentro la storia, gradualmente, con la pazienza del seminatore, non con la pretesa magica o miracolistica che a volte tutti ci prende. In questo senso davvero il bene che Gesù è, vale per tutti, si irradia su tutti, senza scavalcare nessuno, senza obbligare nessuno, proprio attraverso il suo apparente impegno solo per e in Israele. Oggi diremo che lo stile di Dio è avviare processi, cammini di salvezza, aprire porte e non risolvere magicamente le cose…

-     Certamente ci viene suggerito di perseverare e insistere: SI MISE A GRIDARE… SI AVVICINÒ’, SI PROSTRÒ’ DINANZI A LUI DICENDO: SIGNORE AIUTAMI… e poi EPPURE I CAGNOLINI MANGIANO LE BRICIOLE…. Non si tratta tanto di convincere Lui, quanto piuttosto di rendere il nostro cuore capace di quella fede di cui ha bisogno e che spesso nemmeno noi sappiamo quanto è come, anche purificandola dal rischio del bisogno (di guarigione, di miracolo, di liberazione…), che può essere casomai punto di partenza ma non punto di arrivo della fede.

Dunque Dio vuole la salvezza per tutti, c’è la dona dentro la nostra storia,  camminando con noicon la gradualità che ci è necessaria per non restare distanti da lui, ma chiede anche il nostro impegno e insistenza perché il nostro cuore sia capace di accogliere il dono.

È un sogno che Dio ha coltivato da lontano, lontanissimo, c’è lo ha ricordato Isaia. È un sogno costruito passando attraverso la storia concreta di un popoloIsraele, scelto per essere un apripista, sul quale è stata innestata la Chiesanuovo popolo e per entrambi il cammino rimane per dire come davvero Dio si è preso a cuore tutto gli uominiIsraele e il suo privilegio è “segno” che dice ogni popolo con la sua originalità. La Chiesa con la sua universalità è “segno” che dice ogni popolo con universalità. E in mezzo a loro c’è tutta l’umanità con le sue tante esperienze di Dio, prima e dopo Cristo, tutte da Lui generate e tutte a Lui orientate. Tutte abitate dai “semi” del Verbi, dello Spirito, tutte portanti l’impronta di Dio, oltre che del peccato,tutte assetate di Assolutotutte destinate, se animate da retta coscienza, alla piena comunione finale con Dio, in Gesù Cristo e nello Spirito SantoTutte rappresentate da quella inconsapevole DONNA CANANEA, che, mossa solo dall’amore per la figlia, divenne segno dell’amore di Dio per tutti i figli di questa terra, di ogni terra e di ogni tempo.