Omelia Epifania 2017

EPIFANIA 2017

TRA ENTUSIASMO E PAURA

 

L’EPIFANIA (letteralmente la manifestazione di Gesù agli uomini) la possiamo leggere tra 2 sentimenti: l’ENTUSIASMO dei MAGI e il TURBAMENTO, o meglio la PAURA di ERODE.

E questi possono guidare la nostra riflessione, la nostra preghiera, il nostro esame di coscienza. Da che parte sono io?

 

L’ENTUSIASMO dei MAGI, riflette qualcosa che possiamo leggere negli occhi dei bambini. A guardare gli occhi dei bambini si resta sempre affascinati. Sono grandi e spalancati al mondo, dove tutto è novità, è fascino, bellezza, sorpresa. I MAGI me li immagino facilmente così. Al di là della loro effettiva storia, di cui ben poco possiamo dire, essi ci affascinano (o dovrebbero affascinarci) e ci provocano (o dovrebbero provocarci).

-         vengono da ORIENTE, vengono da lontano, hanno il coraggio di fare un lungo viaggio. L’oriente è terra di grande saggezza umana, che però non ha trovato ciò che cerca. Portano con sé una sete inestinguibile, la sete di “perché” della vita, che è la domanda dei bambini, ancora loro, quella domanda che spinge l’uomo, insieme all’altra “come”… Anche se oggi ci fermiamo troppo sulla 2^…

-         seguono una STELLA che hanno visto spuntare, sanno guardare e vedere le cose e oltre le cose. E’ la stella del sapere, sanno del RE DEI GIUDEI, sono informati e vogliono capire, vogliono vedere. Non sono passivi, indifferenti, disinteressati. E’ la stella della speranza… di trovare le risposte, il senso, il perché. E allora si coinvolgono, ci mettono la faccia (diremo oggi) e vanno a bussare da ERODE, senza paura o timidezze.

-         Portano DONI, hanno mani e cuore aperti, disponibili, generosi, non sono egoisti, avari, indifferenti. Ci mettono del proprio, rischiano, mettono in comune. Ci insegnano il valore della gratuità e senza saperlo leggono il futuro del bambino, che sarà si re, ma  diverso, a servizio (l’oro), che farà conoscere Dio, ma come un Padre (l’incenso) e soprattutto che soffrirà per noi (la mirra)…

 

All’entusiasmo dei MAGI corrisponde però la PAURA di ERODE che presto si tramuterà in terrore e in violenza (cf rifugiati). Seguiamo le sue azioni per capire anche noi quali sono le tentazioni da evitare:

-         Intanto è BUGIARDO. Interroga i Magi per sapere il luogo, ma evidentemente lo fa per un altro obiettivo. La sua non è sete di conoscenza, desiderio di partecipare a questa scoperta grande, ma sottile calcolo per arrivare a fermare il rivale. Pensa per sé e agisce pensando ai suoi interessi.

-         Fa le cose di NASCOSTO, mentre i Magi si erano presentati a lui con trasparenza. Lui li chiama SEGRETAMENTE, perché non vuole che la notizia si diffonda e gli nuoccia al suo potere. Non cerca la luce, ma le tenebre.

-         E in fine sarà un OMICIDA, agirà con violenza, come sappiamo, cercando, inutilmente, di difendere il suo potere spargendo morte e dolore. Chi rifiuta Dio, finisce inevitabilmente per percorrere vie di morte per sé e per gli altri.

 

Inutile dire che tutti vorremo avere il sentimento dei MAGI, ma dobbiamo riconoscere con onestà, che abita in noi anche ERODE, c’è il fascino del male dentro di noi, non ne siamo immuni. Dobbiamo quindi continuamente operare una purificazione dei sentimenti di ERODE, paura, che poi diventa falsità, che produce nebbia e non chiarezza e ci porta alla morte e non alla vita.

E contemporaneamente dobbiamo desiderare e chiedere i sentimenti dei MAGI, il loro entusiasmo che nasce ci mette in modo, in cammino, che ci dona una stella, un progetto, una direzione per giungere alla capacità di dono, di gratuità, di disponibilità.

 

Solo così il nostro PRESEPIO sarà completo. Solo così il NATALE sarà realizzato, sarà autentico. Solo così il VANGELO diventerà parola viva e buona per la nostra vita e quella dei fratelli.

 

Da che parte andiamo dunque? Come vogliamo che sia questo nuovo anno appena iniziato? A chi vogliamo assomigliare?

 

Seguiamo i MAGI e voltiamo le spalle a ERODE. Cerchiamo la nostra STELLA, fuori di noi, e non fidiamoci solo del nostro IO, del nostro egocentrismo. Facciamo della nostra vita un DONO, senza troppi calcoli e senza troppe paure…

E la MANIFESTAZIONE-EPIFANIA del Signore sarà evidente in noi: per noi e per i fratelli.