OMELIA DEL GIORNO DI NATALE

25 dicembre 2022 – NATALE OLTRE – Oggi ci ripeteremo continuamente: BUON NATALE, è scontato.
Ma come deve essere il Natale per essere buono?
Deve essere il Natale di GESU’. Ma come è il Natale di GESU’?
Mi verrebbe da dire, un po’ provocatoriamente, ma non troppo, che è un Natale brutto! Vi sembra possibile che sia bello nascere:
• in una stalla?
• in un paese diverso dal tuo?
• con i potenti che cercano di farti fuori?
• subito scappare in un paese ancora più lontano?
E forse potremo continuare…
Si è brutto il Natale di GESU’, oggettivamente brutto!
È brutto se visto con gli occhi umani, solo umani. Sono brutte le circostanze in cui accade, non hanno nulla di invidiabile e di poetico, nonostante gli sforzi recenti per addolcire e sfruttare la sua scia, rendendolo anche ridicolo.
Eppure è anche bello il Natale di GESU’. O si, molto bello se visto da un altro punto di vista, con altri occhi, con gli occhi di Dio e sono quelli necessari per vedere la bellezza del Natale di GESU’!
È il punto di vista dell’evangelista Giovanni, l’aquila che vola alto e vede dall’alto ciò che ERA IN PRINCIPIO, IL VERBO PRESSO DIO, COLUI PER MEZZO DEL QUALE TUTTO E’ STATO FATTO… E IL VERBO SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZO A NOI.
Quale visione fantastica e incredibile. Quando mai avremo potuto arrivarci noi con le nostre deboli e piccole forze?
Veniamo dall’alto. Veniamo da DIO. E Colui da cui veniamo è venuto da noi, ha attraversato gli spazi infiniti per farsi vicino e prossimo a noi, piccole creature, poco più che insignificanti.
E oggi lo celebriamo qui, con noi, come noi.
Qui a Rustega/Camposampiero, qui a casa nostra, come qui a Kiev come a Karkiv, ma potremo fare il lungo elenco dei luoghi del martirio delle tante guerre in Africa e in Asia, per non parlare delle tensioni sociali o delle povertà sommerse del ricco occidente europeo e nord americano, e le guerriglie e gli scontri nel sudamerica.
Ovunque c’è un uomo o una donna, ovunque la carne dell’umanità respira, nasce e muore, li c’è il Natale, li c’è Cristo, li c’è Dio che nasce e continua a nascere.
Per me, per te, per tutti. Senza distinzioni alcune, né di latitudine, né di colore, né di conto in banca, né tanto meno di religione o di cultura… Nulla di nulla, solo l’unica carne dove è venuto ad abitare l’Eterno. Non finiremo mai di stupirci.
Non dovremo finire di stupirci.
Ma sappiamo che invece non ci stupiamo mai abbastanza, pensiamo anzi di saperne abbastanza e, figli di un’epoca di corsa, che tutto consuma in fretta, passiamo oltre che non è l’Oltre di Dio, ma semplicemente l’oltre della noia, l’oltre dello stress, l’oltre del provare sempre qualcosa di diverso…
Ma oltre dove? Dove stiamo andando? Dove vogliamo andare? Dove pensiamo di andare?
Aiutaci tu Bambino celeste, Bambino speciale, Bambino dell’Oltre, aiutaci tu a desiderare, a capire, a partire, sempre di nuovo.
Aiutaci a non stancarci di cercare. Aiutaci a non stancarci di trovare Te. Aiutaci a saper vedere oltre i segni piccoli e brutti del Vangelo: la notte, la stalla, il paese straniero, i potenti minacciosi.
Ma aiutaci a vederti anche nei segni brutti di oggi, l’elenco che abbiamo visto prima è lungo e non si accorcia mai, anzi…
Solo quando cominceremo a vederti in quei fratelli sfortunati, uccisi, torturati, dimenticati, affondati, solo dopo allora il Natale diventerà bello e sarà bello di una bellezza diversa, non quella che cercano i nostri occhi esteriori, ma della bellezza che si vede con gli occhi del cuore che sono più simili agli occhi di Dio.
Allora contempleremo il paradiso in terra, almeno un pezzettino, che i nostri presepi un poco disegnano.
Una mamma, un papà, un bambino. Così comincia il paradiso. Il nostro, perché la vita comincia così e quello di Dio e quello di Dio per noi, dove saremo a casa. Li sarà Natale davvero “tutto l’anno” come cantava un noto cantautore. Li sarà quello che tutti sempre cerchiamo.
Allora potremo fermarci. Allora il brutto diventerà bello. Allora la vita acquisterà un senso. Allora non avremo più paure, ansie, stress. Allora saremo arrivati. Allora sarà davvero quello che sempre cerchiamo e sempre cercheremo. Diciamolo pure BUON NATALE, ma non dimentichiamo quello brutto, per scoprire quello bello veramente.