Omelia del 18 giugno 2023

11^ Domenica del Tempo Ordinario/A – PARTIRE… INVIATI DA GESU’ – Tempo di PARTENZE. Non solo estive. Anche di partenze evangeliche. Non solo dei DISCEPOLI. Di ogni cristiano.
La fede cristiana è sempre FEDE IN PARTENZA, per tanti motivo.
PARTENZA dopo il ciclo liturgico Natale-Pasqua, Incarnazione-Re- menzione… nel tempo ordinario…
PARTENZA dei DISCEPOLI che incontrano GESU’…
PARTENZA della CHIESA che è chiamata ad annunciare…
PARTENZA di ognuno di noi… i BAMBINI che iniziano (col Battesimo, con gli altri sacramenti)… gli ADOLESCENTI con i loro rifiuti di tante cose, fede compresa… i GIOVANI che cercano il senso della vita, anche (spesso) lontano dalla Chiesa… gli ANZIANI che sanno anche se non lo dicono (Berlusconi docet) che si avvicina il tempo dell’ultima partenza…
Ho tenuto per ultimi gli ADULTI… sembrano quelli che partono meno. Il tempo della maturità. Ma forse sono (siamo!) proprio quelli che devono impegnarsi di più a partire…
La VITA e la FEDE ti fanno partire, se non lo fai non vivi, non credi:
– con l’amore, gli affetti: metti su famiglia (con o senza matrimonio), a volte anche famiglia diversa da quella tradizionale, oppure cambiando famiglia o rinunciando…
– con la genitorialità: diventi padre, madre, la prima volta, magari anche la seconda o la terza, perdi un figlio, il figlio ti cresce e ti scappa, oppure ritorna, oppure… (infinite variabili)
– con il lavoro: trovarlo, cambiarlo, perderlo, lavorare troppo o troppo poco… da operaio, da impiegato, da imprenditore…
– con la vita sociale: esci di casa, ti impegni, lo sport, il viaggiare, il dedicarti alla cosa pubblica, la carità, la solidarietà…
Quante PARTENZE…
Non a caso GESU’ INVIA… I DISCEPOLI… Ogni PARTENZA per noi cristiani è INVIO di GESU’…e lui lo fa con NOME E COGNOME. Quell’elenco dei DODICI è sempre provocante.
Ci conosce GESU’, sa di che pasta siamo e non siamo fatti. Anche GIUDA è inviato… ha una missione se la vorrà accettare (quale sia e se l’abbia svolta, non lo sappiamo bene fino in fondo).
Furono MANDATI anche gli ISRAELITI prima lettura, Esodo: attraversare il DESERTO, andare al MONTE SINAI… Dio lo incontri solo se parti, se lasci le tue sicurezze, se accetti gli imprevisti della vita dove però non sarai solo, ma sarai incontrato…
Si parte, ma anche ci si ACCAMPA. Non si sta sempre in cammino, ci si ferma, per riposare, per rimettere in ordine le idee, per approfondire un incontro, per fare un incontro… MOSE’ SALI’ VERSO DIO…
È sempre affascinante la storia di DIO con ISRAELE… scelto per essere “segno” per tutti, possibilità di incontro con Dio per tutti.
D’altronde, ancora, il primo a PARTIRE è DIO stesso. Si mette in cammino, con la CREAZIONE, si mette in cammino con ADAMO e l’UMANITA’, si mette in cammino con il FIGLIO GESU’ che MORI’ PER GLI EMPI…(cf Paolo ai Romani, seconda lettura) un DIO che CAMMINA è un DIO che muore, che rinuncia a sé per amore nostro… per donarci RICONCILIAZIONE, per ritrovare rapporti buoni, possibilità di bene nella vita e oltre (come ha ricordato mons. DELPINI a proposito di Berlusconi)… quello che tutti cerchiamo e desideriamo…
E siamo al Vangelo con quel GLI OPERAI SONO POCHI… Di solito lo interpretiamo alla lettera, ma forse gli operai devono restare pochi! Potrebbe essere non solo una constatazione di mancanza, ma anche un invito al rischio che nel tempo avevamo un po’ disatteso: tanti preti, tante parrocchie, tante Messe, tanti gruppi, tante attività… con quale risultato, oggi: poca fede, poche partenze, poca disponibilità a cercare Dio, poca preghiera, pochi fedeli…
Forse è meglio che siano POCHI GLI OPERAI. Così si prega di più, così si diventa più protagonisti dalla fede, della ricerca, della Chiesa, così anche gli operai dalla fede cercano, partono…
D’altronde anche GESU’ ne ha scelti solo DODICI…
Ben venga allora il CAMMINO SINODALE e i CANTIERI PARROCCHIALI, ideali per partire, per sentirci protagonisti, per essere segno, non occupazione, per alimentare quel “desiderio di vita buona” che la fede dovrebbe alimentare…
Ben sapendo che finché c’è PARTENZA, per GESU’… c’è vita, c’è speranza, c’è amore, c’è fede.