Omelia 15 gennaio 2017

2^ TO/C – (l’agnello di Dio)                                               15/01/2017

DARE E DA RICEVERE

103^ Giornata dei Rifugiati e Migranti

Come sapete, in parrocchia a Camposampiero, nella Casa don Guido, per un anno abbiamo ospitato 2 migranti. Un terzo era in Convento dai Frati e un quarto era in Casa Comunitaria, presso la famiglia Faccin. Nella domenica dove celebriamo la Giornata dei Rifugiati e dei Migranti (in particolare i minori!!!) mi pare appropriato iniziare ricordando questo. E ricordando poi che oggi essi non sono più li, perché dopo averli aiutati a inserirsi e a trovare un lavoro (precario, perché anche i nostri giovani oggi hanno un lavoro precario), essi oggi sono in un nuovo appartamento dove si pagano l’affitto. E così sono diventati dei contribuenti. I loro contributi pagano le nostre pensioni, il loro affitto contribuisce a pagare le nostre tasse e così stanno rendendo più ricca l’Italia. Lo sottolineo con una punta di polemica, perché ci sono molte persone che pensano che essi facciano più povera l’Italia, ma non è così. Ci sono altre persone che lo sanno ma fanno finta di non saperlo e parlano alla televisione e nei giornali contro queste persone, usando toni e modi che non sono cristiani. Ebbene non dobbiamo cascare in questa trappola.

Anche il fatto che questa giornata del Rifugiato e del Migrante si celebri da 103 anni è molto significativo. Il problema non è di oggi. 100 anni fa i migranti eravamo noi e vi assicuro che non ci siamo comportati né meglio né peggio dei migranti di oggi. C’erano italiani buoni e italiani cattivi anche 100 anni fa, così come oggi ci sono italiani, africani, musulmani buoni e italiani, africani e musulmani cattivi.

Ma noi che siamo in Chiesa siamo cristiani, crediamo in Gesù e crediamo nel Vangelo. E Gesù, ci ha ricordato GIOVANNI BATTISTA, si è fatto AGNELLO DI DIO.

Sapete perché lo chiama AGNELLO? Perché l’agnello è quell’animale che non si ribelle che veniva usato nei sacrifici al tempio, soprattutto la sera di PASQUA. Esattamente al Venerdì santo, alle ore 3 del pomeriggio nel tempio veniva ucciso l’agnello. Vi ricorda qualcosa?

Dovrebbe ricordarci qualcosa di molto familiare. Il venerdì santo, alle 3 del pomeriggio viene crocifisso Gesù: ECC L’AGNELLO DI DIO CHE TOGLIE IL PECCATO DEL MONDO.

Dov’è Dio quando vediamo ingiustizie? E’ sulla croce che si prende su di sé le ingiustizie.

Quando i migranti muoiono nel deserto e noi lo leggiamo sui giornali, Dio è nel deserto.

Quando i migranti muoiono nel mediterraneo e noi li vediamo in televisione. Dio è nel Mediterraneo.

Quando i migranti vengono messi in 1000 su un capannone, magari al freddo e nello sporco e noi li ci viviamo a pochi chilometri, Dio è nel capannone.

Su quel GESU’ che è l’AGNELLO DI DIO, ci dice ancora San Giovanni, E’ DISCESO LO SPIRITO SANTO. Lo Spirito Santo scende nel Battesimo, scende nella Cresima, scende nella Messa, scende quando qualcuno fa un gesto d’amore. E scende nel deserto, scende nel barcone, scende nel capannone.

Ma vedete lo Spirito Santo abita nel cuore, ma per abitare nel cuore il cuore deve essere aperto. Se il cuore non è aperto il Spirito santo non entra. E il cuore si apre solo con 2 chiavi:

-          la carità da fare. Se non c’è la carità nel Battesimo, nella Cresima, nella Messa lo Spirito scende ma non entra.

-          La carità da ricevere quando si ha bisogno perché si è in pericolo di vita: nel deserto, nei barconi, nei capannoni si chiede aiuto e allora il cuore si apere, e lo Spirito scende ed entra.

Noi non siamo nel deserto, noi non siamo nei barconi, noi non siamo nei capannoni, noi quasi mai siamo in pericolo di vita. Siamo battezzati, cresimati e andiamo a Messa. La carità che apre il cuore la possiamo solo dare. Solo così lo Spirito di Gesù entra e porta pace e vita eterna.

Questo TESTIMONIA GIOVANNI nel Vangelo, questo TESTIMONIA PAOLO nella seconda lettura, di questo parla ISAIA nella prima lettura.

Noi da che parte stiamo? Che cuore abbiamo? Noi quanto Spirito di Gesù abbiamo lasciato entrare? Noi con i migranti e i rifugiati cosa pensiamo? Cosa facciamo? Come ci comportiamo?